FEDERICA GALLI - biografia dettagliata

1932 Federica Galli nasce a Soresina, paese della campagna cremonese. Fin dall'infanzia manifesta attitudine al disegno.

1946 I genitori decidono di farle frequentare il liceo artistico di Brera. Federica Galli è dunque a Milano durante il difficile periodo del dopoguerra, nella città sventrata dai bombardamenti.

1950 Si iscrive all' Accademia di Brera, dove quattro anni dopo terminerà regolarmente il corso di pittura. Durante questo periodo compie numerosi viaggi in Italia studiando particolarmente l'arte del Rinascimento.

1953 Primo viaggio all'estero, in Austria e in Baviera, per studiare la pittura tedesca e particolarmente il Dürer.

1954 Prima acquaforte non scolastica, "II paese dell' Alberta". Viaggio nella Francia Meridionale e a Lione per la mostra di Bonnard. Incomincia a lavorare part-time (e andrà avanti così per dieci anni) in studi di architettura, guadagnando tanto da poter vivere e dipingere in una squallida soffitta visitata soprattutto da topi e scarafaggi.

1955 Prima acquaforte su Milano. Gira la Sicilia per studiare le antichità della Magna Grecia.

1956 Compra un piccolissimo torchio usato che può stampare solo acqueforti di misura inferiore ai 16 centimetri. Viaggio a Colmar, Strasburgo e Basilea per studiare Grunewald e I'Holbein. Successivamente, dormendo sempre negli ostelli della gioventù e mangiando sulle panchine dei giardini e delle stazioni, setaccia tutte le città d'arte tedesche, belghe e olandesi. Giunge ad Amsterdam, Rotterdam e Leida per vedere le mostre del 350° anniversario della nascita di Rembrandt, artista che avrà grande importanza sulla sua formazione. Lascia la soffitta per trasferirsi in un'appartamento-studio, che divide con due colleghe, e a lei spetta, per vivere e lavorare, la cucina.

1957 Soggiorno a Parigi. Vi incide due lastre. A Crema incide il "Platano di Garibaldi", la sua prima pianta monumentale.

1958 Conosce Luciano Prada, primo collezionista ad acquistare una sua acquaforte: "Conchiglie fossili". Prima mostra personale a Milano, in una piccola galleria ora scomparsa, Il Prisma, in via Brera. Espone olii, acquerelli, acqueforti. Su alcuni quotidiani primi cenni della critica molto incoraggianti. A Cremona seconda mostra personale.

1959 Compra un torchio più grande con i soldi avuti in regalo da una zia, cui resterà per sempre attaccatissima. Viaggio a Roma e in Campania.A Paestum incide due lastre.
1960 Prima mostra di sole acqueforti alla galleria La Colonna di Milano. Incomincerà poi a esporre regolarmente a Milano (dove fino al 1996 ha tenuto diciannove mostre personali) e in altre città italiane e straniere.    1961 Viaggio in Spagna per conoscere la pittura spagnola. Incide due acqueforti sui Pirenei.

1962 Lungo soggiorno in Grecia, ospite dell'Accademia di BelleArti di Atene, per studiare la scultura arcaica e classica. A Ydra incide quattro lastre.

1963 Abbandona definitivamente la pittura. Nell'acquaforte incomincia a lavorare con più morsure sulla medesima lastra, cioè non considera più finite le opere quando sono al primo stato. Le lastre vengono riprese più volte, giun- gendo perfno a sette stati. Tra il 1963 e il 1967 distrugge o lascia incompiute parecchie opere. Torna in Grecia per un nuovo soggiorno e va anche a Istambul.

1964 Compra il grande torchio con il quale tira tuttora le sue prove.

1965 Esegue una serie di pastelli in Spagna. Primo libro sul suo lavoro: presso l'editore Salvatore Sciascia esce Gli alberi di Federica Galli di Antonino Uccello.

1966
Viaggio in Egitto: vi esegue una serie di pastelli che, con quelli della campagna lombarda, saranno gli ultimi. Da questo momento si dedicherà esclusivamente all'acquaforte. Prima incisione sul tema delle cascine: in trent'anni ne inciderà oltre 50

1967 Marco Valsecchi stende la prefazione al catalogo per la mostra personale alla galleria Trentadue, a Milano.
Viaggio a Berlino, Dresda e Praga per visitare i musei. A Praga incide una lastra.

1968 La sua acquaforte Grande albero a Villa Carlotta ottiene il primo premio alla mostra internazionale di grafica a Corno, Villa Olmo. Viaggio a Londra.

1969 Prime mostre personali all'estero. Al Cairo e poi al Musco di Belle Arti di Alessandria vengono esposti i pastelli eseguiti in Egitto e quaranta acqueforti. Franco Russoli stende la prefazione al catalogo.
Primo catalogo generale delle acqueforti, con saggio introduttivo di Mario De Micheli, Edizioni Trentadue.

1971 Viene pubblicata la cartella Addio Milano Bella nella quale c'è, fra l'altro, l'ultimo racconto che ha scritto Dino Buzzati: accompagna l'acquaforte Casa all'Isola con il titolo I ricordi. Vengono incise le lastre L'Argine e Dal terrapieno.

1972 In Sicilia esegue I' opera Paese Siciliano, il cui primo numero viene acquistato da Leonardo Sciascia.
Viaggio in Messico e in Guatemala dove incide tre lastre, e a New York dove ne esegue altre due.

1973 Incide I Castagni, Cascina abbandonata e Il Malpasso.

1974 Esegue a Milano L'isola

1975 Giovanni Testori stende la prefazione del catalogo per la mostra personale alla galleria Trentadue, a Milano. Viene incisa l'acquaforte L'albero del dottore.

1977 Nuovo catalogo generale con saggio introduttivo di Alberico Sala, Edizioni Trentadue. In copertina l'acquaforte Il Castello. Incomincia a incidere nel bosco Pisani Dossi, ad Albairate: trentatrè opere nel giro di cinque anni, fra le quali Il terzo giorno e il gruppo delle altre lanche.    1980 Giovanni Testori scrive il saggio Itinerario di Federica Galli, Edizioni Compagnia del Disegno. Mostra"Luigi Bartolini, Federica Galli e Giorgio Morandi" alla Galleria Compagnia del Disegno, a Milano.

1982 Mostre personali in contemporanea a Milano e a Parigi, dove il Presidente Mitterand visita in privato l' esposizione e acquista per la sua collezione personale l'acquaforte Divieto di caccia. Nuovo catalogo generale con saggio introduttivo di David Landau dell'Università di Oxford, Edizioni Compagnia del Disegno.

1983 Dà avvio al ciclo su Venezia, che la terrà impegnata per quasi cinque anni. Mostra antologica al Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Sono esposte ottanta acqueforti. Catalogo con saggio introduttivo di Franco Farina.

1984 Esce il sorprendente libro Federica Galli e la pittura lombarda di Giuseppe e Francesco Frangi, prefazione di Mina Gregori, Edizioni Compagnia del Disegno, che è un resoconto di rapporti eccitanti e combacianti che va dai minia turisti del Quattrocento al Ceruti.    Esegue l'acquaforte Mirasole che dona a beneficio dei restauri in corso nel grande complesso monumentale, presso cui si trasferiranno i tesori della Ca' Granda. L' opera, presentata da Gian Alberto Dell'Acqua, inaugura la nuova sede della Galleria Compagnia del Disegno.

1985 Durante la grande nevicata incide la Cascina Bel Sit.

1987 Mostra "Trentanove Vedute di Venezia" alla Fondazione Giorgio Cini, all'isola di San Giorgio, a Venezia, dove non aveva mai esposto prima nessun artista contemporaneo;  e successivamente al Museo Civico di Mantova, a Palazzo Te, e all'Accademia di Firenze. Catalogo Edizioni Olivetti, con saggio introduttivo di Roberto Tassi, biografia critica di Gianni Cavazzini e nota di Renzo Zorzi su Venezia nell'acquaforte vedutista.
Viene pubblicato il libro Le cascine di Federica Galli, con prefazione di Carlo Bo, Edizioni Compagnia del Disegno.

1988 Riprende a incidere Milano e in due anni realizza dodici acqueforti, fra le quali via Scaldasole, San Siro Mundial 90, San Sempliciano senza la luna, Milano Nord Bovisa e tre con alberi: Parco Lambro, Giardini pubblici e Villa Reale. Incide inoltre Il castagno millenario di Merano, Il cedro di Villa Olmo e Pioppi bianchi.

1990 Il Comune di Milano le dedica una mostra antologica al Castello Sforzesco. Sono esposte 182 acqueforti scelte da un comitato scientifico composto da Gian Alberto Dell'Acqua, Harry Salamon e Giovanni Testori. La mostra è divisa in tre sezioni: "Milano", "Trentanove vedute di Ve nezia","Cascine, alberi, acque e nevi..:'. 
Il catalogo, edito dalla Fabbri, ha saggi introduttivi di Daniel Berger, del Metropolitan Museum di New York e di Gian Alberto Dell'acqua. Viene presentata fuori catalogo l'acquaforte L'altalena ultimata qualche giorno prima dell'inaugurazione. Ottanta delle opere esposte vengono inviate poi a Londra per una mostra personale all'Istituto italiano di cultura.    1991 Esegue l'acquaforte Il giardino del museo Poldi Pezzoli; a totale beneficio del museo stesso. La relativa cartella è presentata da Giovanni Testori.

1990-1992 Torna sul tema delle cascine e incide una serie di grandi acqueforti che saranno esposte a Milano alla Galleria Compagnia del Disegno ne11992. Nello stesso anno una mostra itinerante, composta da settanta opere, comprese le vedute veneziane, viene esposta negli Istituti italiani di cultura di Singapore, Bangkok, Seul, Kuala Lampur, per una iniziativa culturale delle Ambasciate italiane. Viaggio da Le Puy a Santiago di Compostella, attraverso il cammino medioevale. Esegue diciannove piccole lastre, tuttora inedite.

1994 Decide di iniziare un ciclo sugli alberi monumentali d'Italia, inserendovi anche le opere eseguite in passato.

1995 Mostra personale a Pechino, negli Archivi imperiali della Città Proibita, Galleria Wang Fung. Vengono esposte ottanta acqueforti: le Trentanove vedute di Venezia, paesaggi della campagna lombarda e i primi sei alberi monumentali già eseguiti. Visita di altre città cinesi.    Decide di donare a Milano tutte le acqueforti da lei fin qui eseguite, oltre 550, impegnandosi anche a far avere le opere che via via realizzerà, cosicchè rimanga alla città dove vive e lavora l'intero "corpus" della sua opera.

1996 Le Trentanove Vedute di Venezia vengono esposte ad Atene, alla Fondazione culturale del Municipio e a Corfù, nella Fortezza Vecchia.

1997 Prosegue il lavoro del ciclo "Alberi monumentali d'ltalia" e incide, in Sardegna, cinque acqueforti, tra le quali il bimillenario olivastro di Luras e, all'Isola Madre del Lago Maggiore, il cipresso del Kashmir.

1998 Conclude il ciclo degli alberi monumentali con tre acqueforti incise in Sicilia: a Palermo il colossale ficus del Giardino Garibaldi e il viale degli alberi-bottiglia all'Orto Botanico; alle falde dell'Etna il castagno dei cento cavalli che, in una lunga disputa fra botanici, gli è stata attribuita un'età da "oltre duemila anni" a quattromila. Il ciclo comprende sessantuno opere. Incide l'Abbazia di Viboldone per il seicentocinquantesimo anniversario del completamento della costruzione e l'acquaforte viene presentata in una cartella da Carlo Bo, Gian Alberto Dell'Acqua e Aldo Gasparini.

2000
muore il marito Giovanni Raimondi

2001
Viene nominata dal Comune di Milano “Cittadina benemerita”

2002 Riprende la regolare attività espositiva.

2003 Esce il catalogo generale a cura di Marco Fragonara (edizioni Bellinzona, Milano). Espone ottanta opere a Legnano, presso il Palazzo Leone da Perego.

2006 Torna a incidere nella proprietà di Carlo Dossi, nella cascina Forestina, eseguendo sei acqueforti.

2007 Dona le “Trentanove vedute di Venezia” alla città di Legnano che la nomina “cittadina onoraria”.

2008 Cura l’ultima retrospettiva in vita, al Serrone di Villa Reale di Monza, catalogo Allemandi.

2009 il 6 febbraio si spegne.